Un breve incontro allargato nell’ufficio del presidente, alle 18, poi, al termine del Consiglio Asiva, la comunicazione all’intero Direttivo delle dimissioni. Questa la cronaca di quanto accaduto, venerdì 11, slla decisione di Marco Camandona di rinunciare alla carica di consigliere del Comitato e responsabile dello Scialpinismo.
“Sono molto dispiaciuto – commenta Riccardo Borbey - e sconcertato per quanto successo negli ultimi giorni. Dispiaciuto perché tutta la dialettica, che avrebbe dovuto svilupparsi tra le mura del Comitato Asiva, è finita dritta sui giornali, e non certo per nostra scelta; sconcertato perché i tempi, il modo e i contenuti delle esternazioni di Marco Camandona non trovano totale riscontro nella realtà. E, nonostante gli ulteriori incontri chiarificatori avuti in settimana, sia con Marco, sia con il presidente dello Sc Corrado Gex, non siamo giunti a una conclusione condivisa della vicenda.”
“Non vorrei entrare nel dettaglio delle sue dichiarazioni, ma qualche precisazione credo sia necessaria. Marco dice che si è trovato come un pesce fuor d’acqua in Fisi, ma era a conoscenza, e aveva approvato, la nomina di Enrico Tesa come referente regionale in seno alla Commissione federale; Enrico Tesa che in questi anni si è sobbarcato tutta l’operatività del settore, e non solo nelle trasferte lombarde. Così come Camandona era assente quando il Direttivo Asiva ha dato l’appoggio, unanime, alla PilaSkyRAce quale tappa di Coppa del Mondo. Al nostro Comitato vengono chieste relazioni, indicazioni e valutazioni sulle eventuali assegnazioni di gare; noi diamo il sostegno a tutte le manifestazioni organizzate sulle nevi della Valle d’Aosta, senza preclusioni di sorta: portare i grandi eventi sulle nostre nevi è un fattore d’estrema importanza, sia per gli sport invernali, sia per la Regione.”
“Le critiche alla PilaSkyRace? La gara ha avuto l’incondizionato benestare dei vertici della Federazione internazionale, e l’unica voce fuori dal coro è di tal Luca Savini. Chi è Luca Savini?, credo che la sua opinione sia ininfluente nei confronti dei riscontri e degli attestati lusinghieri avuti sul campo dai delegati internazionali, andati di persona a visionare e valutare i percorsi. E non so, e non voglio credere, che le esternazioni sulla gara di Pila celino qualcosa di personale.”
“Da grande alpinista qual è – conclude il presidente Asiva, Riccardo Borbey -, Marco è abituato a mettere un passo dopo l’altro in assoluta solitudine, e anche nel lavoro del settore ha spesso agito in totale autonomia, creando imbarazzi per le scelte operate, che andavano in contrasto con le linee guida indicate dal Consiglio direttivo. Il lavoro del Comitato è frutto dell’operato del gruppo, di scambio d’idee, di discussioni accese e dai toni anche abbastanza duri e, di norma, ci si alza dal tavolo con una decisione unanime, condivisa. Nell’arco dei miei mandati abbiamo sempre operato in questa maniera.”
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enrico tesa 328 45 05 306