I 251,400 km/h del 20 aprile 2006 rimangono il limite mondiale di velocità. Il record ha resistito agli assalti dei fratelli Origone sulla pista Chabrières di Vars, ma Simone e Ivan hanno frantumato il precedente primato della pista. Seconda run con partenza posta in cima all’impressionante pendio della Chabrières e le discese non si aprono nel migliore dei modi: la francese Karine Dubouchet Revol cade e la gara è sospesa. Entrano i soccorsi, ma per l’ex primatista mondiale soltanto tanta paura e poche ammaccature. La pista di Vars, con tanti record nazionali e/o personali, consegna un’unica certezza: alle alte, altissime velocità, i fratelli di Champoluc sono inavvicinabili e inarrivabili per tutti.
Simone Origone (Sc Azzurri del Cervino) è velocissimo sin dalla prima discesa (243.379 km/h) e l’unico a rimanergli nei pressi è il fratello, Ivan Origone (Sc Val d’Ayas), che fa registrare la vecolità di 239.697. Poi, lo svizzero Philippe May (236.677) e il francese Simon Billy (236,071), gli altri sono ancora più distanti.
Per la seconda run si sale in cima alla pista Chabrières, che ha “numeri” impressionanti: partenza da 2720 m, arrivo a 2285, lunghezza 1,4 km, dislivello 435 m, pendenza massima 98%, pendenza media 52,5%; record precedente, del 1997, di Philippe Billy (il padre di Simon e Louis) di 243.902, sfiorato da Simone nella prima discesa.
Simone Origone fa registrare 248.174 km/h, fermandosi a 3,226 km/h dal suo record; alle sue spalle, Ivan Origone, con 244,286 (il primo a migliorare il limite della pista), Simon Billy con il primato personale, 240,405; poi, Philippe May (239,654) e il francese dei Pirenei, Bastien Montes (238,926). Nelle previsioni, alle 14 era programmata una terza run, che l’organizzazione ha deciso di non disputare.
Tra i record della giornata da registrare quello della verbanese Valentina Greggio con i materiali di serie, che fissa il limite a 202,576; quello italiano tra i Veterani, fatto registrare dal biellese Antonio Renaldo, con 231,518. Poi, il record polacco di Jedrsel Dobrowolski (234,933); quello russo di Nicolay Pimkin (234,723) e i personali dello svedese Christian Persson (231,335), dell’austriaco Klaus Scrottshammer (237,052) e del francese, figlio d’arte, Simone Billy (240,405 km/h).