Comunicato stampa

JO Sci alpino: le sensazioni di Federica Brignone a Beijing 2022

Numero
310
5 Febbraio 2022

A due giorni dal Gigante delle Olimpiadi di Beijing/Pechino 2022, il 7 febbraio, alle 3.15 e 6.45 ora italiana, Federica Brignone ha analizzato le condizioni della pista e della logistica.

(dal sito www.fisi.org) “La neve è molto strana, non capisci se è aggressiva oppure no, ci sono momenti che sembra agganciarti, altri in cui si scivola come mi è successo in Slalom. Bisogna stare sugli sci ma senza troppa pressione perché altrimenti ti frena. Pian pianino mi sto abituando a queste condizioni, le piste sono ripidissime. Il comprensorio è pazzesco, nel villaggio si mangia praticamente in una cabina telefonica da tanti sono i divisori; il villaggio è po’ più piccolo rispetto a quanto siamo stati abituati nelle precedenti Olimpiadi. Personalmente il villaggio è comodissimo perché solitamente è lontano dalle piste ,qui invece appena esci metti gli sci e vai. Ciò che hanno costruito i cinesi è veramente bellissimo. L’unico problema è il vento, temo che non ci saranno gare regolari soprattutto in velocità. La mia favorita per la medaglia d’oro sarà la svedese Hector, e vedo bene anche Worley, mentre Shiffrin e Vlhova rimangono pericolose e sono venute in Cina con anticipo. Sarà un Gigante molto stretto perché c’è tanto dislivello e le porte saranno vicine, con pochi metri di distanza fra una porta e l’altra; chi starà meno in curva farà la differenza. Io mi sto trovando bene, le sensazioni sono buone e la sciata mi piace. Come si gestiscono tutte le gare che dovrò affrontare? Utilizzerò lo Slalom di mercoledì per fare allenamento in vista della Combinata, il SuperG sarà sicuramente l’appuntamento al quale guarderò con maggiore attenzione, ma non bisogna strafare, gestire al meglio le forze, e non farmi prendere dalla foga, affrontando giorno dopo giorno, sfruttando l’esperienza accumulata in questi anni di carriera”.

GpI Sci alpino

Due Discese libere e due SuperG Fis, dal 7 al 10 febbraio, a Sarntal/Sarentino (Alto Adige) validi per il Grand Prix Italia. Con l’allenatore Asiva, e i tecnici degli Sci club, Franco Cadin e Martin Fornari, alle gare altoatesine ci saranno: Pietro Broglio (Sc Courmayeur MB), Lorenzo Stirano (Sc Aosta), Yannick Nieroz, Federico Viérin (Sc Pila) e gli Osservati Tommaso Canonico, Luca Giorda (Sc Aosta), Pietro Orsenigo (Sc Gressoney MR), Alessandro Lami, Stefano Fadda (Club de Ski), Manuel Adorni (Sc Chamolé). Al cancelletto di partenza anche Emanuele Frau (Sc Aosta) e Paolo Robin Preillan, Davide Panegos (Sc Chamolé).

Sci alpino

Due Slalom Fis, l’8 e 9 febbraio, in Val Palot (Brescia), dove sono iscritti, accompagnati dal tecnico Luca Liore, Jacques Belfrond, Pietro Bisello (Sc Crammont MB) e Filippo Segala (Sc Aosta). Al via anche Alessia Vaglio (Sc Crammont MB) e Federico Vietti (Sc Pila).

JO Sci nordico

Appuntamento, domani mattina, alle 8 ora italiana (le 15 ora locale), con la Skiathlon – 15 km tc + 15 km tc – con il Fondo ai Giochi Olimpici di Beijin/Pechino 2022 (Cina), gara dove l’Italia schiererà Francesco De Fabiani, Paolo Ventura (Cse) e Giandomenico Salvadori.

“La pista è dura di per sé, con tante salite e i tratti pianeggianti sono pochi – ha raccontato Francesco De Fabiani al sito ufficiale della Fisi –; a rendere tutto più duro però è l’altitudine, perché corriamo a 1700 metri; quindi, è una gara un po’ particolare rispetto a quelle di Coppa del Mondo, visto che la più “alta” è Davos dove siamo sui 1500/1600 metri. Un altro fattore da non sottovalutare saranno le condizioni meteo e della neve, che si presenta lenta e influenzata dal vento e dal freddo, che sono due componenti che in una gara, di 30 km, dovremo tenerne conto. Sarà una gara molto dura, molto diversa, soprattutto nei ritmi, e sarà interessante vedere come si svolgerà. Penso non ci saranno troppi indugi, soprattutto nel classico, dove qualcuno cercherà di fare la differenza. Ci son tante variabili, ognuno dovrà saggiare le proprie forze, però credo anche che non si starà molto ad aspettare. Soprattutto chi è forte in classico, come Niskanen e Bolshunov, proverà a fare selezione, considerato che la pista lo permette. La seconda parte in skating sarà dura da gestire ma le mie ambizioni sono quelle di stare attaccato col gruppo di testa fino alla fine e giocarmela al massimo delle mie possibilità. Io starò dietro a chi farà il ritmo, non imporrò il mio. Inizierò con la Skiathlon, poi ci sarà la Sprint in tecnica libera, su un’altra pista selettiva, ma siccome sarà a soli due giorni dalla 15 km in tecnica classica, gara su cui punto, valuterò. Vediamo come sarà il recupero dopo la Skiathlon e come saranno le sensazioni e il recupero, e a quel punto vedrò se fare o meno la Sprint, valutando il proseguo dell’Olimpiade in cui ci saranno sei gare, dure e faticose, e bisognerà pensare di focalizzarsi su alcuni obiettivi anziché cercare di farle tutte: dipenderà molto dalle sensazioni”.