“PentaCampeao”. Come il Brasile nel calcio. Simone Origone ha conquistato, questa mattina, a Vars (Francia) il suo quinto titolo mondiale in altrettante rassegne iridate disputate. Rammarico per il fratello Ivan, quarto, e di un nonnulla fuori dal podio che, nelle ultime discese sempre sul podio e, alle alte velocità, è stato il più vicino all'irraggiungibile Simone. Per l'Italia, oro anche per la verbanese Valentina Greggio nella categoria Speed Downhill; negli Juniores, argento per il biellese Stefano Zancardi, mentre è quarto Matteo Viana.
Discese annullate, ieri, per il vento; questa mattina, sulla pista Chabrières, gare anticipate per evitare le insidie di Eolo. Alle 9, si sale ancora e la partenza si avvicina ulteriormente al punto più alto del tracciato. Simone è di un altro pianeta e mette tra sé e gli altri più di 3 km/h di differenza: è primo, in 242.31 km/h, davanti al francese Bastien Montes (239.17) e a Ivan (239.01). Il record della pista - 243.920, del 1997 - firmato dal francese Philippe Billy, che fu anche record mondiale, è lì, a un soffio.
Ed è proprio un soffio, anzi, sono le folate di vento irregolare a mettere il bastone tra le ruote degli Origone e degli organizzatori. La partenza è di nuovo abbassata e il titolo mondiale è disputato dalla partenza “cote 230 km/h”. Simone Origone, nelle ultime cinque discese è stato abbondantemente il più veloce, E sancisce in maniera definitiva la gerarchia di quello che era il KL: 240.00 km/h e titolo iridato che prende la strada di Champoluc. Alle sue spalle il redivivo Bastien Montes (236.61), in ombra fino alle qualifiche di giovedì, e il giovane Simon Billy, figlio di Philippe, che chiude terzo in 233.98. Quarto è Ivan Origone (233.83), discesa che molte probabilità è stata inficiata da una folata di vento trasversale. A seguire, Louis Billy, lo svizzero Philippe May e l'austriaco Klaus Schrottshammer.
Negli Juniores, argento per il biellese dello Sc Val d'Ayas, Stefano Zancardi (169.33), alle spalle dell'inavvicinabile svedese Erik Backlund (174.17). 3° il tedesco Marc Amann (167.62) e, fuori dal podio per un nonnulla, Matteo Viana (Sc Pila; 167.43). La sorpresa arrivata dallo Speed One femminile, dove la svedese Sanna Tidstrand, primatista mondiale, è seconda, con 220.93 km/h) alle spalle della norvegese Lise-Anne Pettersen (221.63).
(dal sito http://www.fisi.org/) “Uno dei due obiettivi che mi ero fissato per la stagione - dice Simone Origone - era la conquista dell'oro in questo Mondiale e ci sono riuscito. Ora punto a migliorare il record del mondo di velocità che già mi appartiene e che a marzo, proprio su questa pista, si potrà tentare. Oggi mi sento veramente forte, vincere con 4 km/h di vantaggio su tutti mi dà una sensazione di grande forza mentale e so che alle alte velocità non ho rivali. Quest'anno ho messo su circa dieci chili per cercare di andare forte nelle gare più veloci e per cercare di fare il nuovo record. Sono molto dispiaciuto per mio fratello Ivan, che a mio avviso ha preso un po' di vento ed è rimasto giù dal podio. Comunque lo vedo favorito per la vittoria in Coppa del Mondo. E ora cerco uno sponsor!”