Una doppia salita sul gradino alto del podio. Si conclude così la stagione di Simone Origone che, ieri pomeriggio, è stato l’assoluto protagonista delle premiazioni nella piazza centrale di Verbier, in Svizzera. Vittoria nell’ultima tappa della Coppa del Mondo e, a seguire, la consegna della Sfera di Cristallo quale vincitore dell’edizione 2009, simbolo del primato consegnato direttamente dall’ultimo vincitore della manifestazione, il fratello Ivan.
Dopo la cancellazione della tappa programmata per martedì 21, Simone Origone era già certo della leadership nella classifica generale di Coppa del Mondo. Giovedì 23, indossati i panni del “cannibale” simil-Eddy Merckx, ha voluto chiudere la stagione lasciando un altro tangibile segno: la quinta vittoria stagionale – sesta se si considerano i Campionati Mondiali di Vars -, un successo doppiamente voluto, perché ottenuto a casa e sulla pista dell’avversario numero uno, l’elvetivo Philippe May.
La giornata prometteva nulla di buono. Origone, influenzato e alle prese con qualche linea di febbre, nella discesa di semifinale non sciava benissimo; concludeva, si, al secondo posto, con 188/48 km/h, ma May era velocissimo: 190.03 km/h. Qualche preoccupazione nel nutrito clan azzurro iniziava a sorgere. Ma Simone Origone, nella prova decisiva e con tutta la pressione addosso, sprigiona il meglio di sé. Dai 3300 metri del Mont Fort, lo svizzero Jonathan Moret balza al comando: 197,86 km/h; è la volta di Simone, che fa registrare 198,27 km/h. L’ultimo a prendere il via è Philippe May, e la sensazione che l’elvetico possa, dopo svariati anni, gioire per una vittoria in Coppa del Mondo. Niente da fare: 197,85 km/h e terzo posto, alle spalle anche del connazionale Moret.
Nel parterre, un’autentica balconata prospiciente la pista di gara, esplode la gioia dei tanti arrivati a sostenere Simone Origone. Sono arrivati in mattinata dalla Valle d’Aosta; cì sono in pratica tutti gli Origone: papà Domenico, che festeggia il compleanno con l’ennesimo successo del figlio e al quale Simone dedica la Coppa; la mamma Cristina e i fratelli Jean-Nöel e Ivan; unica assente, la sorella Annalisa, rimasta a Champoluc a presidiare l’albergo di famiglia. Grande festa anche nello staff azzurro, con il Dt Alberto Monticone che non sta nella più nella pella: per lui, come per i fratelli Origone, sei Coppe del Mondo e tre titoli Mondiali in sei anni, per un totale di 30 vittorie e un numero imprecisato di podi. Festeggiano anche gli amici, molti dei quali con la divisa dei Maestri di sci valdostani mostrata con orgoglio.
E sulle orme di Simone Origone cresce un altro giovane ragazzo-jet di Champoluc: Gianluca Favre, che con 170,43 km/h si classifica al terzo posto nella classifica Juniores Dowunhill, riservata ai materiali di serie e vinta dal friulano Stefano Bar, con 177,64 km/h.