Due giorni di Coppa del Mondo di Fondo, sabato e domenica, a Davos (Svizzera), dove saranno disputate la Sprint e l’Individuale in skating. Ai nastri di partenza delle gare, tra gli altri, Federico Pellegrino (Fiamme Oro), Francesco De Fabiani, Giacomo Gabrielli, Maicol Rastelli, Elisa Brocard, Cristina Pittin (Cse) e Greta Laurent (Fiamme Gialle). Nella località elvetica fa notizia la mancata partecipazione degli atleti della Svezia, Finlandia e Norvegia.
(dal sito www.fisi.org) Federico Pellegrino, in merito all’assenza degli scandinavi: “Rispetto la loro scelta, dettata secondo loro da un rischio troppo elevato di gareggiare in Europa centrale. Personalmente ritengo che gareggiare a Davos sia un rischio calcolato, pari a quello di avere gareggiato a Ruka, oppure di prendere parte a gare estive di skiroll dove si raggiungono velocità molto elevate in discesa che, in caso di caduta, possono mettere a rischio la carriera. C’è grande delusione e un pizzico di tristezza dentro di me per il fatto che stiamo viaggiando su un aereo in mezzo a una turbolenza e chi sta guidando l’aereo, che sono le stesse persone che lo hanno costruito, si chiama fuori; certi atleti seduti in business class e si lanciano giù con il paracadute, mentre altri atleti OPA, come noi, che abbiamo provato a dare il nostro contributo per migliorare le cose, non siamo stati ascoltati, e ci troviamo a governare un aereo non costruito da noi, e mi sembra una mancanza di rispetto nei confronti del nostro mondo. Io e miei compagni parteciperemo a tutte le prossime gare perché il rischio zero in questo momento non esiste, e perché sento una sorta di responsabilità nei confronti di chi si è impegnato per farci gareggiare nelle condizioni meno rischiose possibili, sia gli organizzatori dell’evento,sia la nostra federazione, sia i gruppi sportivi militari; è anche una sorta di rispetto in questi mesi difficili nei confronti di chi sta perdendo il lavoro a causa del covid-19”.
Sulla gara: “Dopo 10 anni dal mio esordio siamo ancora qua a lottare per le posizioni di vertice. Le sensazioni sono buone, l’infortunio alla coscia è dimenticato, le gare in tecnica classica di Ruka mi hanno dato buone sensazioni, e penso che mi troverò a mio agio anche nelle gare di Davos in tecnica libera. In questi giorni ci siamo allenati molto bene, la pista è sempre la stessa e la conosco a meraviglia, mi sembra preparata anche meglio rispetto al passato, non vedo l’ora di gareggiare”.